mercoledì 29 settembre 2021

Come fare... Rendere felici il nostro gatto ! Edizioni Simone

 


Come fare... Rendere felici il nostro gatto 

(Consigli pratici, tutorial, idee per vivere serenamente con lui ) di Laura Borromeo e Maria Cristina Crosta edito Gruppo Editoriale Simone.
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Le bellissime illustrazioni sono ad opera di Isabella Giorgini.
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Ma quanto amiamo i nostri amici a quattro zampe ? Questo libro è rivolto proprio ai nostri amati gatti ! 😍🐱
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Come fare felice il nostro gatto? Vivere in armonia con il nostro gatto è un’esperienza positiva e appagante per entrambi. Lo scopo di questo libro, scritto da un’esperta comportamentale e da una affermata veterinaria, è quello di fornire le tante informazioni che ci permettano di vivere in sintonia con lui. Attraverso le illustrazioni che rendono piacevole e intuitivo il racconto, vengono forniti molti esempi pratici utilissimi per organizzare la casa a sua misura, oltre a idee e soluzioni per costruire i giochi che più apprezza e che favoriscono il suo benessere. Infine, pratiche indicazioni di carattere veterinario ci aiuteranno a mantenerlo in salute.
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💡 E voi amici lettori, avete un amico a quattro zampe in casa ? 🐱
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Vi invito a consultare il link della casa editrice per altre interessanti proposte 📚
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edizioni.simone.it/?coupon=ognilibrounviaggio

martedì 28 settembre 2021

Seconda tappa del Blog Tour "RITO DI PASSAGGIO" di Alessio Pizzicannella edito Baldini + Castoldi.

 

- Seconda tappa: descrizione fisica e caratteriale dei personaggi, come cambiano nel  corso della storia, quali sono i loro obiettivi.

Il romanzo inizia con quattro personaggi senza nome.  Di loro sappiamo che sono  fratello, sorella, il suo migliore amico e un nuovo  arrivato. Tutti dodicenni tranne la ragazza poco più grande e tutti ospiti, chissà da  quanto tempo, di un orfanotrofio. ​

Un’età che rappresenta l’ultima chance per dar sfogo alla propria fanciullezza, un  passaggio nel quale si vive con ansia il potentissimo e complicato cambiamento che  attende appena dietro l’angolo e si guarda già con nostalgia alla semplicità del  periodo che ci si appresta ad abbandonare per sempre. In qualcuno c’è riluttanza nel voler abbandonare il mondo immaginifico e fantastico  che per forza di cose da adolescente si trasformerà in qualcosa di meno naïve e più  spigoloso.   Altri lo ripudiano già nel goffo tentativo di bruciare le tappe.  Per tutti è forse l’ultima possibilità di farlo all’interno di un gruppo.  Da lì a poco,  infatti, si cercherà il gruppo ma in modo diverso, da individui, con tutte le  sovrastrutture che ci si trascina dietro. L’avventura nella quale sono coinvolti è una vera e propria ricerca identitaria.  Prende il via con il rifiuto dei nomi propri che gli furono dati da chi poi, di fatto, se ne è liberato abbandonandoli, e noi, come loro e con loro, viviamo di pari passo questa  loro ricerca di una nuova, definitiva, identità, a partire dai nomi che un po’ alla volta  sceglieranno per definirsi. Solo una volta trovate le loro nuove identità affronteranno la fuga dall’unico mondo  che abbiano mai conosciuto, e affrontare quindi la seconda parte del romanzo, dove  saranno costretti a scavare ancora più profondamente per scoprire la propria  individualità. 

martedì 21 settembre 2021

Blog Tour "RITO DI PASSAGGIO" di Alessio Pizzicannella, in uscita il 23 settembre in tutte le librerie e bookshop per Baldini + Castoldi.

BUONGIORNO amici lettori ! Oggi con molto piacere, vi annuncio l'inizio del blog tour del libro di Alessio Pizzicanella edito Baldini+Castoldi.





È l’estate del 1984 e il protagonista, un ragazzo di dodici anni, sua sorella poco più grande e il suo migliore amico, sono ospiti di un orfanotrofio gestito da suore. 
Le “invisibili” come le chiamano loro.
I tre amici si ritrovano presto a far amicizia con un nuovo arrivato dell’orfanotrofio. 
Un coetaneo che si rifiuta di svelare il suo vero nome, fornendo come unica 
spiegazione il fatto che quello di battesimo gli era stato dato da chi poi, di fatto, lo aveva abbandonato senza farsi troppi problemi. 
Curiosità e sospetto per il ragazzino scombussolano i loro rapporti. 
Difficoltà facilmente sormontabili per un gruppo di dodicenni, che presto legano al punto di voler seguire l’esempio dell’ultima recluta, scegliendosi anche loro dei nuovi nomi.                                                                                                
Tutt’altro tipo di ostacolo da affrontare è quello che gli si presenta da lì a poco.            
I ragazzi scoprono infatti che uno di loro sarà adottato e posti davanti all’inevitabile separazione per mano degli “invisibili”, decidono di vivere un’ultima avventura 
insieme.                                                                                                                                               
Fuggono dall’orfanotrofio trovando nascondiglio in montagna dove i primi giorni 
sono vissuti con un misto di timore ed entusiasmo, poi, a mano a mano che salgono verso le cime, avvertono il senso della loro avventura farsi sempre più sfuggente. 
Non staranno cercando di compiere un’impresa troppo grande? 
Sotto stress e ispirati dal libro di fantascienza da cui uno dei ragazzi è ossessionato, pianificano una nuova fuga, questa volta cercando rifugio in un loro fantastico rito di
passaggio, prima di dover affrontare in modo definitivo quello che li aspetta a valle.
Le ombre delle decisioni di ciascuno si allungano fino al loro futuro di adulti.
Un romanzo poetico e avventuroso, che racconta una vicenda universale: il momento nella vita di ognuno di noi in cui non si è più bambini ma non si è ancora adulti e 
ogni scelta può essere quella decisiva.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE
Nel 1993 la musica, all’epoca la mia più grande passione, mi portò a trasferirmi in Inghilterra dove mi ritrovai in pieno fenomeno Britpop.
Un periodo incredibile, nel quale la musica prese per mano l’intera scena culturale e politica del paese, riportano Londra ad assaporare la gloria e lo swinging degli anni 60, in quella che veniva definita Cool Britannia. 
Per una volta ero al posto giusto, al momento giusto, e volevo farne parte. 
Così uscii di casa per vendere il mio basso a un negozio in Denmark Street, l’epicentro della scena musicale degli anni 60, e con il misero ricavo andai poco più in là, ad una parallela dove c’erano i negozi di macchine fotografiche. 
Iniziai a fotografare qualsiasi concerto riuscissi a farmi accreditare, mi iscrissi ad uno corso di fotografia alla Central St Martin, la scuola d’arte citata dai Pulp, e una 
volta messe insieme abbastanza foto bussai alla porta del NME. La rivista musicale più importante in Inghilterra e in quel momento nel mondo. La redazione che 
inventò di sana pianta la battaglia delle charts tra Oasis e Blur, il centro nevralgico di quella nuova scena musicale. 
Ancora una volta, il posto giusto al momento giusto, mi fu data una chance ed entrai dalla porta principale del          
Britpop.
Venni immediatamente risucchiato da quel vortice e passai gli anni che seguirono a girare il mondo per ritrarre autori del calibro di Neil Young, Rolling Stones, Metallica, REM, Radiohead, U2. 
Iniziarono subito le collaborazioni con le principali case discografiche e con i più noti magazine Inglesi e internazionali («Vanity Fair», «Rolling Stone», «Times», «The Guardian», «The Observer»). 
La mia frequentazione al corso di fotografia, appena iniziato, non arrivò oltre il Natale. L’NME era un settimanale e generava tantissimo lavoro, non c’era tempo da perdere e  dovetti imparare tutto molto velocemente sul campo. 
Furono anni pieni di aeroporti, hotels, musica, storie incredibili e mille volti, tanti immortalati come icone, molti altri una cornice che spesso non aveva nulla da invidiare al quadro. 
Oggi è tutto in un enorme serbatoio, storie, persone e racconti che ogni tanto tornano in superficie, nei momenti più inaspettati, suggerendomi idee creative, metodo
e vere e proprie scelte di vita. 
Nel tempo libero mi rifugiavo nell’altra mia grande passione, le sale buie di un cinema. 
Continuai a fare tantissima musica, ma la mia fotografia iniziò ad espandersi nello sport, televisione, letteratura e cinema.
Nel 2012, mi trasferii a Locarno e fui immediatamente assorbito dal Festival del Cinema. Dopo anni passati su e giù da un aereo, i mostri sacri del cinema, una volta 
l’anno, volavano fin sotto casa. 
La mia passione per la fotografia musicale si affievolì lasciando spazio a una sempre più pressante passione per il cinema.
Avevo attraversato la scena musicale anni 90 inglese a quella Italiana degli anni 2000, le cose stavano cambiando, come sempre accade, e io non mi sentivo più a mio agio in quel mondo, avevo voglia di imparare cose nuove. 
Il festival di Locarno fu l’occasione perfetta, mi permise una transizione graduale dalla fotografia al cinema, di scrivere e girare un mio cortometraggio che si rivelò la 
mia scuola di cinema. Così come accadde anni prima a Londra, di nuovo, un corso intensivo sul campo.
Le immagini e la regia mi soddisfacevano, ma la scrittura era improvvisata, come poteva non esserlo. 
Decisi di dedicarmi alla scrittura prima di girare qualsiasi altra cosa.
Non feci altro per anni, una mia sceneggiatura si fece notare al Sundance e all’Austin festival incoraggiandomi a continuare a scrivere e ad avventurarmi oltre le 
sceneggiature, nella letteratura. 
Sette anni dopo esco finalmente da questo esercizio solitario e mi riaffaccio con un’opera prima cinematografica e il mio romanzo d’esordio.

giovedì 20 maggio 2021

Blog Tour "Ricordami !" di Daniela Poggi edito La Vita Felice - Estratto

Buonasera Lettori :-) oggi il blog partecipa al blog tour organizzato da Matilde Bella per il libro di Daniela Poggi "RICORDAMI !" edito La  Vita Felice.

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ESTRATTO 

"Dopo la notte nella giungla, Nuccia e io partiamo per il Perù. Giunte a Lima, un amico ci conduce al Waikiki, il club nautico più prestigioso della città, dove vendiamo parecchi degli abiti che ci erano rimasti. In realtà non fu affatto difficile, perché erano bellissimi e le persone che frequentavano il club erano ricche. Ci siamo divertite a consigliare e a scegliere con loro, ma mai come a New Orleans, dove siamo riuscite a convincere due ragazze, fermate per strada, a provare le ultime due paia di jeans che avevamo. Li hanno comperati! Jeans europei venduti in casa di chi li ha creati. Incredibile. E dovevi vedere le loro facce, così felici di indossare abiti italiani." 

lunedì 17 maggio 2021

Blog Tour per il libro di Stefano Brusadelli "LA SMEMORATA DEI PARIOLI E ALTRI RACCONTI" edito Palombi Editori.

Buongiorno Lettori, continua il Blog Tour per il libro di Stefano Brusadelli  "LA SMEMORATA DEI PARIOLI E ALTRI RACCONTI" edito Palombi Editori. 

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La tappa di oggi si occuperà delle AMBIENTAZIONI.




Lo sfondo de “La Smemorata dei Parioli“ è la Roma borghese. Che è fatta, in realtà di tanti quartieri diversi, spesso molto distanti tra loro, ed edificati in tempi successivi.

I primi quartieri eletti a propria residenza dalla nuova classe media-alta arrivata a Roma da tutta Italia dopo il trasferimento della Capitale sono quelli intorno alla stazione Termini e a Prati, quest’ultimo sorto dove un tempo non c’erano che gli umidi pratoni intorno al Castel Sant’Angelo. Lì si stabiliscono gli alti burocrati, gli uomini di finanza, gli avvocati, i notai. Il tono, non a caso, è rimasto severo, sabaudo.

La “seconda ondata“, nel primo dopoguerra, punta sul quartiere Trieste e sui Parioli, che si sviluppano infatti negli anni del fascismo. C’è più verde, le geometrie sono razionaliste, già si respira un clima di maggiore ostentazione. Balduina, Camilluccia, edificate sull’altura di Monte Mario, raccontano la terza ondata, quella del Secondo dopoguerra, arricchita dalla speculazione immobiliare sull’asse Vaticano-Democrazia Cristiana; ed è un mondo già macchiato da qualche disinvoltura edilizia di troppo. E infine, ci sono i quartieri dell’ultima cerchia borghese - siamo a cavallo tra anni ‘60 e ‘70 - come Monte Sacro Alto, e Talenti. Già piccole città satelliti rispetto al Centro.

 Tutti i quartieri borghesi, in fondo, si assomigliano; sembra siano stati costruiti soprattutto per nascondere. Per nascondere vite, ricchezze, affanni. Solo che  una volta trapiantata  a Roma - dove tutto si corrompe – la dissimulazione praticata dalle borghesie calviniste diventa menzogna. Si deve ostentare quel che non si ha, ma soprattutto nascondere quel che non si ha più.

L’appartamento dei Parioli nel quale, affascinato e speranzoso, entra il giovane Paolo Dentici, protagonista del racconto che apre la raccolta, “era rimasto arredato secondo il gusto scandinavo allora assai in voga: algido, essenziale, geometrico, di una sobrietà che rasentava la tristezza. Ma ora niente più evocava la prosperità che in un edificio di quel si sarebbe potuta immaginare“.         

   Oggi la Roma borghese dove sono ambientati questi racconti è in grave sofferenza, anche se cerca di non darlo a vedere: sono in crisi le principali attività dalle quali proviene il suo benessere. E’ ferma l’edilizia, la politica e il Vaticano non riescono più a distribuire come prima, anche i professionisti stentano a fare onorare le parcelle. Si lotta, duramente, per la vita, anche nei “quartieri bene“…

lunedì 3 maggio 2021

Blog Tour "La Smemorata dei Parioli" I PERSONAGGI

 

La smemorata dei Parioli. E altri racconti di Stefano Brusadelli. Edito Palombi Editori.

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La tappa di oggi si occuperà nello specifico di approfondire i personaggi dei singoli racconti.


Paolo Dentici, il protagonista de La Smemorata dei Parioli,  “è arrivato a Roma da una piccola città sull’Adriatico più con l’intenzione di fuggire dall’oppressione della provincia che con quella di laurearsi“. Col risultato, inevitabile, di ritrovarsi fuori corso, angustiato dalle penurie economiche, con sempre nuove ambizioni e sempre meno scrupoli.

Si affida ormai solo al caso, è un animale predatore, vive in una zona grigia. Si getta a capofitto nella relazione con una vedova benestante, ma solo perché ritiene che tale relazione gli consenta “di affinare gli usi di mondo, collaudandolo per future imprese che già pregustava e che avrebbe voluto collocare in quello stesso ambiente della buona borghesia dei Parioli che andava piacendogli sempre di più“.

 

 

Una tipica debolezza di molti uomini di Chiesa è la vanità. Abituati a essere oggetto di reverenza, a vedere il prossimo pendere dalle proprie labbra, talvolta – come i militari - mal si adattano alla pensione. C’è chi, come Don Salvatore, parroco di un quartiere borghese, protagonista de Il segreto del prete, vuole continuare a esercitare il suo carisma (e a soddisfare lo stomaco), conducendo un gioco sottile (“dico, non non dico”) con segreti di confessionale. E lo fa facendosi invitare a cena dalle pie donne della parrocchia.

“Seduto in mezzo a loro, Don Salvatore è in paradiso, con la tonaca impataccata e la faccia da contadino satollo, le mani grasse che non la smettono un attimo di trafficare tra coltelli, forchette, cucchiai, pane e bicchieri e la calata siciliana che neppure quarantatré anni passati a Roma sono bastati ad annacquare“.

 

 

Anche il professor Alessandro Cicala, ortopedico ricco e affermato, pecca di vanità. Per lui, che negli anni della scuola è stato vittima di ogni tipo di sopruso e mortificazione da parte dei compagni di classe, la soddisfazione consiste nell’ostentare la condizione che si è conquistato. Solo per questo decide di partecipare alla cena per il trentennale dell’esame di maturità. Eccolo, quindi, in Ragù alla napoletana, fare il suo ingresso nel locale economico dove si svolge la rimpatriata.

“Il suo stesso aspetto avrebbe dovuto certificare il nuovo stato, cosicché si era risolto a scegliere un abito gessato in fresco di lana più consono a un matrimonio che a una mangiata in trattoria, e aveva persino deciso di usare il suo fuoristrada di grande cilindrata. Non che non avvertisse l’inopportunità di tali ostentazioni: ma andava solo per raggiungere uno scopo, e tutto ciò che poteva servire al raggiungimento di quello scopo bisognava farlo“.

 

 

Tra i giornalisti, più che altrove, è diffusa la permalosità. Forse per una certa tendenza della categoria a sovrastimarsi. Esemplare di questa inclinazione è Ettore, redattore di un quotidiano romano, protagonista di Permalosità,  che per il più futile dei motivi interrompe la sua amicizia con i colleghi Adriano e Fabrizio, volgendola addirittura in un’avversione ai limiti dell’odio.

Ecco come riduce la sua esistenza. “Seguiva con ossessiva attenzione tutti i movimenti nei giornali, nelle agenzie, nelle televisioni, al solo scopo di poter predisporre con largo anticipo fuochi di sbarramento contro Adriano e Fabrizio. Per ridurre le probabilità di doverli incontrare, prese a disertare tutti gli inviti di comuni conoscenti. Si chiuse nel perimetro di un triangolo i cui lati erano la redazione, la sua casa e il parco adiacente. Iniziò a utilizzare sempre più scopertamente i suoi articoli per mettere in berlina i pezzi degli altri due; il che gli valse prima l’ironia dei colleghi, poi una pubblica reprimenda del direttore.“

 

 

“Figlia di un tranviere e di una sarta del quartiere Monteverde, la signora Romilda era stata messa incinta a 20 anni e sposata al quinto mese di gravidanza dall’ingegner Giorgio P. appartenente ad una schiatta della borghesia romana tanto ricca di mezzi quanto povera di scrupoli“.

Dinanzi al (prevedibile) ostracismo della famiglia d’adozione, la signora Romilda risponde con una mutazione. Che, in Lettere dall’aldilà, diventa l’anticamera della vendetta.

“Dedicatasi all’esoterismo e alla necromanzia, vestita con voluta trasandatezza, i capelli malcurati e raccolti sempre in una coda tenuta con l’elastico, gli occhiali scuri anche col buio, fornì essa stessa alla famiglia del marito i motivi evidenti ed incontrovertibili per tenerla a distanza; compiendo così il capolavoro di far apparire tale esclusione come frutto del timore che incuteva e non più della scarsa considerazione che suscitava“.

 

 

 

 

Tullio M. appartiene a “quella categoria di esseri umani che crescono con la convinzione di avere il mondo in tasca, e perciò nel duro cammino della vita si concedono tutte le soste e le deviazioni che gli suggerisce il loro capriccio. Con la conseguenza di trovarsi, tra i quaranta e i cinquant’anni, già sperduti nel buio della notte“.

Con alle spalle un divorzio che lo ha prosciugato economicamente, una figlia da mantenere e un lavoro che giudica mortificante sia dal punto di vista delle mansioni che dello stipendio, cosa può fare il protagonista di Qualcuno su cui contare se non affidarsi (siamo a Roma), alla riconoscenza di un vecchio compagno di classe diventato un politico influente ?  Povero Tullio M…

 

 

A vederlo, l’uomo intorno alla quale ruota la vicenda de La borsa dello zio Augusto, è uno dei tanti travet che popolano la Roma degli studi professionali.

“Piccolo di statura, glabro, taciturno, cagionevole di salute, con dei piedi piccolissimi calzati sia d’estate che d’inverno dentro mocassini di pelle nera che li facevano sembrare ancora più piccoli. Maritato con un’infermiera più alta e grossa di lui, reputato da tutti integro e serio, non era però riuscito ad andare al di là di una mansione da impiegato in uno studio legale“.

Un tale campione del senso del dovere nasconde però una debolezza: essere considerato, dai parenti, come il custode di indicibili segreti. Nascosti, appunto, in una borsa.

giovedì 29 aprile 2021

La Boum di Matilde 2019 di Roberta Palladino edito Viola Editrice.

La Boum di Matilde 2019 di Roberta Palladino edito Viola Editrice.


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<< Mi dicevo di non voler leggere la sua agenda. Lo faceva mia madre con me, quando ero ragazzina, e la cosa non mi aveva mai entusiasmata. Mi ero sentita più volte soffocata, controllata e non rispettata. >>
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La Boum di Matilde e' il romanzo di esordio della giovane autrice Roberta Palladino.
Il suo è un romanzo fresco, giovane e pieno di amore e speranza verso il futuro.
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Se anche voi come me avete amato la serie TV Gray's anatomy allora è il libro che fa per voi !
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I protagonisti della storia sono Fabrizio e Matilde.
Lui è un medico affermato ma anche un grande adone, e vive da diverso tempo con la sua compagna Beatrice. Lei è una specializzanda in medicina generale di Torino, una ragazza timida e dolce.
Tutto inizia da una semplice frase di rito, come accadde spesso e volentieri in queste circostanze: ''Piacere Dottore Morelli" e '' Piacere Dottoressa Di Pietro'', tra i due scatta  quell' alchimia che li attrarrà in maniera inesorabile.
Tra i due si instaurerá un semplice rapporto professionale o scatterà qualcosa che andrà ben oltre ?
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La Boum di Matilde è un bel romanzo rosa, era da tanto che non leggevo un romanzo così carino e soprattutto ambientato nella  nostra bella Italia.
Ciò che mi ha colpito da subito nel libro sono state le descrizioni. L'autrice con dovizia di particolari, descrive ampiamente i protagonisti sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista fisico.
Il libro è scritto in maniera chiara e scorrevole, ed il punto di vista alternato dei due protagonisti ci permette di addentarci appieno nella loro psicologia e capire bene il loro punto di vista.
La trama risulta essere interessante, piacevole e non scontata, ne è piena dimostrazione il finale.
Al suo interno sono affrontate diverse tematiche come anche il rapporto con i genitori, il futuro e l'aspetto lavorativo. Tutti ingredienti che arricchiscono il romanzo rendendolo qualcosa di più di un semplice romanzo rosa. Consigliato a chi ha voglia di leggere un romanzo fresco e bello. ❤️