giovedì 18 novembre 2021

Al mutar del vento. La vera storia di Arianna, Teseo e il Minotauro di Paola Maria Liotta edito Il Convivio Editore.

Al mutar del vento. La vera storia di Arianna, Teseo e il Minotauro di Paola Maria Liotta edito Il Convivio Editore.



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<< Nel cuore del labirinto ho trascorso i giorni bui della non speranza nella desolazione. La malinconia divorava la mia anima e le mie forze si consumavano lentamente.>>
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Descrizione
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Il mito è sempre attuale, perché in esso si possono ricostruire e leggere sentimenti, pulsioni, dinamiche, fragilità inconsce, proiezioni del divino e via di seguito; in pratica, tutta una congerie di segreti che interessano l'essere e l'esserci nelle sue più variegate sfaccettature. Detto questo, la vicenda di Arianna, famosa di per sé, nell'opera narrativa di Paola Liotta si tramuta in una versione personale e plurifocale. Ogni personaggio, infatti, propone il proprio punto di vista, giustifica le proprie azioni, svela inganni e disinganni, ma al contempo aggiunge, attraverso sempre nuovi dettagli, un tassello importante, che valica la consueta storia conosciuta, al ritratto di Arianna. Lei si tramuta così in eroina, è espressione di una utopia, coglie il buono di Teseo e il valore della sua missione, con la conseguente sofferenza di entrambi. Questa essenza si svela sin dal titolo, che ripropone il verso delle "Metamorfosi" di Ovidio quando si narra l'ascesa in Cielo di Arianna come chioma di stelle, quella già individuata da Eratostene e poi cantata da Callimaco come "Chioma di Berenice". In pratica un astro di oggi e di ieri.
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Ma quanto è bella e affascinante la cultura classica ? In particolar modo la mitologia ? Il mito con le sue storie, in bilico tra realtà e immaginazione, induce il lettore a peregrinare con la mente verso luoghi e storie senza tempo. Ed è proprio ciò che ha fatto l'autrice in questa sua nuova opera. Paola Liotta torna a deliziarci con dei bellissimi miti senza tempo, offrendocene una sua personale chiave di lettura.
Attraverso la lettura dei brani è possibile apprendere nozioni e particolarità dei personaggi, delle storie e delle trame. È palese la profonda conoscenza e padronanza della materia. La lineare e chiara trattazione, permette a qualsiasi lettore la sua lettura e facile comprensione. Consiglio la lettura di questo libro a tutti coloro i quali hanno da sempre, una passione verso la mitologia ma anche a chi si vuole approcciare alla sua conoscenza o all'approfondimento della materia.

mercoledì 27 ottobre 2021

Blog tour Alessio Pizzicannella per Baldini + Castoldi - ESTRATTO

Buongiorno Lettori, oggi il blog partecipa all'ultima tappa di questo interessante blog tour:

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Rito di Passaggio di Alessio Pizzicanella


Estratto

«Te l’ho già detto cosa è successo», si giustificò lui.
«Rimane il fatto che siamo senza cibo.»
«Questo è vero…» mi diede finalmente ragione Mia. Era ormai buio pesto.
Uno strano rumore, appena percettibile, arrivava dai limiti del bosco appena sotto di noi. Ci alzammo tutti per andare all’ingresso della torre. Il verso si fece lentamente più forte. Si stava avvicinando.
Sembrava una voce stridula. Una moltitudine di voci. Per fortuna la sentimmo tutti e quattro, perché oggi farei fatica a capire se è accaduto veramente o se è stata un’allucinazione. 
La paura, i lupi, i cacciatori, lo stress di quei giorni stavano forse infl uenzando più di quanto potessimo immaginare le nostre giovani menti suscettibili.
E non sarebbe stata l’ultima volta. Molto di quell’estate è fi nito in un limbo tra realtà e mito.
«Corvi?» propose, o forse domandò, Indy.
«I corvi fanno questo verso?» chiese Mia.
«Sanno imitare molti suoni», spiegò Indy.
«E questo dove lo avrebbero sentito secondo te?» chiese Nero preoccupato.
«Soprattutto, quanti sono? Mi avete convinto, andiamocene da qui… appena farà mattina, però!» dissi senza vergognarmi del tremolio nella voce.

martedì 19 ottobre 2021

Blog tour Alessio Pizzicannella per Baldini + Castoldi

Blog tour Alessio Pizzicannella per Baldini + Castoldi

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ESTRATTO 

Le suore ci portavano alla colonia per togliersi la muffa accumulata durante i mesi invernali, ma quell’anno, a causa dei lavori di ristrutturazione nei due Istituti, maschile e femminile, ci trasferirono tutti giù alla Villa al mare da maggio a ottobre, invece che i canonici due mesi estivi, caricandoci sul torpedóne appena dopo Pasqua. 

Era un autobus, ma per me, quello lì in particolare, rimarrà sempre un torpedóne, lo chiamavano così le suore e così imparammo a chiamarlo noi. Mi è sempre piaciuto quel nome, anche se oggi, se lo menzionassi a un ragazzino di dodici anni, penserebbe a qualche goffo razzo fantascientifico piuttosto che a un pullman. Il trasferimento dall’Istituto alla Villa al mare, o meglio dall’orfanotrofio invernale a quello estivo, non era che un’unica tortuosa discesa da un paese di collina, quasi montagna, a mio parere dimenticato da Dio e non solo, con arrivo a pochi, ma lunghissimi metri dalla spiaggia. 
Lo aspettavamo tutti con ansia quel viaggio verso una prigione più lasciva e più calda, anche se la metà di noi sapeva di doverlo affrontare con gli occhi chiusi e le mani sulla bocca per cercare di non vomitare o quantomeno tentare di contenere la colazione appena fatta. 
Nessuno di noi era abituato a viaggiare con alcun mezzo di trasporto, e l’odore dei vecchi sedili di stoffa ammuffita e i tornanti di quella strada erano un test impegnativo anche per lo stomaco più forte. 
Almeno un paio di volte durante il tragitto l’autista doveva accostare per far rotolare fuori dal torpedóne il vomitatore di turno. 
Una delle rare occasioni in cui a nessuno di noi importava di essere visto in difficoltà, magari carponi sul prato, dal resto del nostro bus. Non c’era umiliazione, anzi suscitava forse una timida parvenza di empatia e sicuramente una profonda gratitudine per l’imprevista pausa concessa al gruppo, che grazie al sacrificio di uno poteva godere dell’aria fresca che finalmente entrava dalla porta aperta del bus e si gelava sulle fronti sudate dei tanti. C’era però sempre il rischio che anche quello dell’Istituto femminile si potesse fermare dietro al nostro e a quel punto, il tuo esordio in società sarebbe stato in ginocchio con lo sguardo basso su una torta giallastra sul verde saturo dell’erba. 
Dopo un inverno apatico passato tra maschi ad aspettare quel minimo di promiscuità estiva, nessuno voleva essere il pasticciere sul prato e non mi vergogno ad ammettere di aver più volte ingoiato, con estremo dolore, il rigurgito acido che mi risaliva in gola. 
Erano mesi che per incontrare le ragazze dovevamo aspettare le messe domenicali e quella parentesi estiva era un’oasi di quasi normalità, per qualcuno di noi una breve riunione famigliare con le sorelle ospiti nell’Istituto femminile. 

martedì 5 ottobre 2021

Blog Tour "RITO DI PASSAGGIO" di Alessio Pizzicannella edito Baldini + Castoldi. Terza tappa: l'ambientazione e come influisce nel corso della storia.

"RITO DI PASSAGGIO" di Alessio Pizzicannella edito Baldini + Castoldi.


Terza tappa: l'ambientazione e come influisce nel corso della storia. 

C’è un filo che lega il romanzo di formazione alla fiaba e ai rituali di iniziazione. La fiaba è un ambiente che permette ai bambini di affrontare le loro paure in sicurezza. Nel mio romanzo parlo di ragazzi, o meglio di bambini che lo stanno per diventare, forse già troppo vicini a quel passaggio per concedersi rifugio nella fantasia. L’ambientazione che ho voluto creare passa dal realismo cinico dell’orfanotrofio, alla libertà della montagna apparentemente senza confini, terreno perfetto per lasciar correre la fantasia. Gli archetipi delle fiabe ci sono tutti, i lupi, i cacciatori, le torri, ma il confine tra realtà e fantasia rimane sempre sfumato così come lo è per i quattro ragazzi. Qualcuno si lascerà incantare da quell’ultima occasione di fanciullezza, per altri, ormai già troppo provati della vita, sarà più difficile superare la barriera della diffidenza. Barriera rappresentata fisicamente nel romanzo dal ghiacciaio, che i ragazzi scelgono come luogo dove affrontare le loro paure e celebrare il loro rito di passaggio. Il luogo dove si svolge la storia non è mai dichiarato, si passa velocemente dalla costa alla montagna e per questo ricorda molto la morfologia dell’Abruzzo. La prima parte del romanzo è infatti ispirato a quel litorale che conosco molto bene per averci passato molto tempo, compresi i miei dodici anni. Mi sono dovuto limitare a spostare la collina di cui parlo accanto alla Villa, che d’estate veniva usata come colonia estiva, e che quando rimaneva disabitata, con i miei amici visitavamo torce in mano, terrorizzati da quel suo aspetto così austero e, di notte, inquietante. La montagna e in particolare il ghiacciaio invece sono luoghi che ho trovato in Svizzera dove vivo da ormai quasi dieci anni. Mentre scrivevo la prima versione del ​ romanzo feci una escursione su un ghiacciaio con mio figlio, ho cercato di riportare le sensazioni provate in quel posto così particolare. I luoghi influenzano molto le scelte e gli umori dei ragazzi. Il passaggio dall’acqua del mare e la disinvoltura con la quale ci si muove su una calda spiaggia, all’alta montagna e la costante attenzione necessaria per poter vivere in un ambiente molto più mutevole. Sfuggire all’afa e alla prigionia di un orfanotrofio controllato dagli adulti e ritrovarsi liberi e soli, esposti alle scoperte, ai pericoli e il gelo della notte in quota, ai piedi di un ghiacciaio, acuisce i sensi e scava in profondità nell’anima di chiunque, figuriamoci in quella ancora fresca e confusa di un dodicenne. Una maturazione accelerata che innesca un vortice di emozioni sconosciute o ancora represse, creando un momento di inerzia capace di scagliare una giovane vita su sentieri imprevedibili.

mercoledì 29 settembre 2021

Come fare... Rendere felici il nostro gatto ! Edizioni Simone

 


Come fare... Rendere felici il nostro gatto 

(Consigli pratici, tutorial, idee per vivere serenamente con lui ) di Laura Borromeo e Maria Cristina Crosta edito Gruppo Editoriale Simone.
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Le bellissime illustrazioni sono ad opera di Isabella Giorgini.
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Ma quanto amiamo i nostri amici a quattro zampe ? Questo libro è rivolto proprio ai nostri amati gatti ! 😍🐱
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Come fare felice il nostro gatto? Vivere in armonia con il nostro gatto è un’esperienza positiva e appagante per entrambi. Lo scopo di questo libro, scritto da un’esperta comportamentale e da una affermata veterinaria, è quello di fornire le tante informazioni che ci permettano di vivere in sintonia con lui. Attraverso le illustrazioni che rendono piacevole e intuitivo il racconto, vengono forniti molti esempi pratici utilissimi per organizzare la casa a sua misura, oltre a idee e soluzioni per costruire i giochi che più apprezza e che favoriscono il suo benessere. Infine, pratiche indicazioni di carattere veterinario ci aiuteranno a mantenerlo in salute.
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💡 E voi amici lettori, avete un amico a quattro zampe in casa ? 🐱
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Vi invito a consultare il link della casa editrice per altre interessanti proposte 📚
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edizioni.simone.it/?coupon=ognilibrounviaggio

martedì 28 settembre 2021

Seconda tappa del Blog Tour "RITO DI PASSAGGIO" di Alessio Pizzicannella edito Baldini + Castoldi.

 

- Seconda tappa: descrizione fisica e caratteriale dei personaggi, come cambiano nel  corso della storia, quali sono i loro obiettivi.

Il romanzo inizia con quattro personaggi senza nome.  Di loro sappiamo che sono  fratello, sorella, il suo migliore amico e un nuovo  arrivato. Tutti dodicenni tranne la ragazza poco più grande e tutti ospiti, chissà da  quanto tempo, di un orfanotrofio. ​

Un’età che rappresenta l’ultima chance per dar sfogo alla propria fanciullezza, un  passaggio nel quale si vive con ansia il potentissimo e complicato cambiamento che  attende appena dietro l’angolo e si guarda già con nostalgia alla semplicità del  periodo che ci si appresta ad abbandonare per sempre. In qualcuno c’è riluttanza nel voler abbandonare il mondo immaginifico e fantastico  che per forza di cose da adolescente si trasformerà in qualcosa di meno naïve e più  spigoloso.   Altri lo ripudiano già nel goffo tentativo di bruciare le tappe.  Per tutti è forse l’ultima possibilità di farlo all’interno di un gruppo.  Da lì a poco,  infatti, si cercherà il gruppo ma in modo diverso, da individui, con tutte le  sovrastrutture che ci si trascina dietro. L’avventura nella quale sono coinvolti è una vera e propria ricerca identitaria.  Prende il via con il rifiuto dei nomi propri che gli furono dati da chi poi, di fatto, se ne è liberato abbandonandoli, e noi, come loro e con loro, viviamo di pari passo questa  loro ricerca di una nuova, definitiva, identità, a partire dai nomi che un po’ alla volta  sceglieranno per definirsi. Solo una volta trovate le loro nuove identità affronteranno la fuga dall’unico mondo  che abbiano mai conosciuto, e affrontare quindi la seconda parte del romanzo, dove  saranno costretti a scavare ancora più profondamente per scoprire la propria  individualità. 

martedì 21 settembre 2021

Blog Tour "RITO DI PASSAGGIO" di Alessio Pizzicannella, in uscita il 23 settembre in tutte le librerie e bookshop per Baldini + Castoldi.

BUONGIORNO amici lettori ! Oggi con molto piacere, vi annuncio l'inizio del blog tour del libro di Alessio Pizzicanella edito Baldini+Castoldi.





È l’estate del 1984 e il protagonista, un ragazzo di dodici anni, sua sorella poco più grande e il suo migliore amico, sono ospiti di un orfanotrofio gestito da suore. 
Le “invisibili” come le chiamano loro.
I tre amici si ritrovano presto a far amicizia con un nuovo arrivato dell’orfanotrofio. 
Un coetaneo che si rifiuta di svelare il suo vero nome, fornendo come unica 
spiegazione il fatto che quello di battesimo gli era stato dato da chi poi, di fatto, lo aveva abbandonato senza farsi troppi problemi. 
Curiosità e sospetto per il ragazzino scombussolano i loro rapporti. 
Difficoltà facilmente sormontabili per un gruppo di dodicenni, che presto legano al punto di voler seguire l’esempio dell’ultima recluta, scegliendosi anche loro dei nuovi nomi.                                                                                                
Tutt’altro tipo di ostacolo da affrontare è quello che gli si presenta da lì a poco.            
I ragazzi scoprono infatti che uno di loro sarà adottato e posti davanti all’inevitabile separazione per mano degli “invisibili”, decidono di vivere un’ultima avventura 
insieme.                                                                                                                                               
Fuggono dall’orfanotrofio trovando nascondiglio in montagna dove i primi giorni 
sono vissuti con un misto di timore ed entusiasmo, poi, a mano a mano che salgono verso le cime, avvertono il senso della loro avventura farsi sempre più sfuggente. 
Non staranno cercando di compiere un’impresa troppo grande? 
Sotto stress e ispirati dal libro di fantascienza da cui uno dei ragazzi è ossessionato, pianificano una nuova fuga, questa volta cercando rifugio in un loro fantastico rito di
passaggio, prima di dover affrontare in modo definitivo quello che li aspetta a valle.
Le ombre delle decisioni di ciascuno si allungano fino al loro futuro di adulti.
Un romanzo poetico e avventuroso, che racconta una vicenda universale: il momento nella vita di ognuno di noi in cui non si è più bambini ma non si è ancora adulti e 
ogni scelta può essere quella decisiva.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE
Nel 1993 la musica, all’epoca la mia più grande passione, mi portò a trasferirmi in Inghilterra dove mi ritrovai in pieno fenomeno Britpop.
Un periodo incredibile, nel quale la musica prese per mano l’intera scena culturale e politica del paese, riportano Londra ad assaporare la gloria e lo swinging degli anni 60, in quella che veniva definita Cool Britannia. 
Per una volta ero al posto giusto, al momento giusto, e volevo farne parte. 
Così uscii di casa per vendere il mio basso a un negozio in Denmark Street, l’epicentro della scena musicale degli anni 60, e con il misero ricavo andai poco più in là, ad una parallela dove c’erano i negozi di macchine fotografiche. 
Iniziai a fotografare qualsiasi concerto riuscissi a farmi accreditare, mi iscrissi ad uno corso di fotografia alla Central St Martin, la scuola d’arte citata dai Pulp, e una 
volta messe insieme abbastanza foto bussai alla porta del NME. La rivista musicale più importante in Inghilterra e in quel momento nel mondo. La redazione che 
inventò di sana pianta la battaglia delle charts tra Oasis e Blur, il centro nevralgico di quella nuova scena musicale. 
Ancora una volta, il posto giusto al momento giusto, mi fu data una chance ed entrai dalla porta principale del          
Britpop.
Venni immediatamente risucchiato da quel vortice e passai gli anni che seguirono a girare il mondo per ritrarre autori del calibro di Neil Young, Rolling Stones, Metallica, REM, Radiohead, U2. 
Iniziarono subito le collaborazioni con le principali case discografiche e con i più noti magazine Inglesi e internazionali («Vanity Fair», «Rolling Stone», «Times», «The Guardian», «The Observer»). 
La mia frequentazione al corso di fotografia, appena iniziato, non arrivò oltre il Natale. L’NME era un settimanale e generava tantissimo lavoro, non c’era tempo da perdere e  dovetti imparare tutto molto velocemente sul campo. 
Furono anni pieni di aeroporti, hotels, musica, storie incredibili e mille volti, tanti immortalati come icone, molti altri una cornice che spesso non aveva nulla da invidiare al quadro. 
Oggi è tutto in un enorme serbatoio, storie, persone e racconti che ogni tanto tornano in superficie, nei momenti più inaspettati, suggerendomi idee creative, metodo
e vere e proprie scelte di vita. 
Nel tempo libero mi rifugiavo nell’altra mia grande passione, le sale buie di un cinema. 
Continuai a fare tantissima musica, ma la mia fotografia iniziò ad espandersi nello sport, televisione, letteratura e cinema.
Nel 2012, mi trasferii a Locarno e fui immediatamente assorbito dal Festival del Cinema. Dopo anni passati su e giù da un aereo, i mostri sacri del cinema, una volta 
l’anno, volavano fin sotto casa. 
La mia passione per la fotografia musicale si affievolì lasciando spazio a una sempre più pressante passione per il cinema.
Avevo attraversato la scena musicale anni 90 inglese a quella Italiana degli anni 2000, le cose stavano cambiando, come sempre accade, e io non mi sentivo più a mio agio in quel mondo, avevo voglia di imparare cose nuove. 
Il festival di Locarno fu l’occasione perfetta, mi permise una transizione graduale dalla fotografia al cinema, di scrivere e girare un mio cortometraggio che si rivelò la 
mia scuola di cinema. Così come accadde anni prima a Londra, di nuovo, un corso intensivo sul campo.
Le immagini e la regia mi soddisfacevano, ma la scrittura era improvvisata, come poteva non esserlo. 
Decisi di dedicarmi alla scrittura prima di girare qualsiasi altra cosa.
Non feci altro per anni, una mia sceneggiatura si fece notare al Sundance e all’Austin festival incoraggiandomi a continuare a scrivere e ad avventurarmi oltre le 
sceneggiature, nella letteratura. 
Sette anni dopo esco finalmente da questo esercizio solitario e mi riaffaccio con un’opera prima cinematografica e il mio romanzo d’esordio.