martedì 13 febbraio 2024

Storie di uno sceneggiatore di Francesco D'amore edito Fioranna edizioni. 1 Tappa del Blogtour

Storie di uno sceneggiatore di Francesco D'amore edito Fioranna edizioni.





Prima tappa: 

Presentazione dell’opera e dell’autore Storie di Uno Sceneggiatore è una raccolta di racconti interattiva, presenta dieci narrazioni di genere diverso e tre di queste sono anche dei cortometraggi ed è possibile vederli attraverso dei QR. L’opera nasce dalla volontà di raccontare un percorso di vita all’interno del mondo del cinema e dello storytelling intervallato dalla crescente creatività del protagonista che non vorrebbe far altro che realizzare le sue opere cinematografiche. Tutto ciò che credeva fossero i suoi punti di forza, ovvero raccontare storie, diventano nell’arco della sua vita motivo di delusione e di totale indifferenza. Questa indifferenza che riscontra nel mondo del cinema porta l’autore a dubitare di se stesso, dei suoi sogni e di tutte le scelte che ha preso. Il racconto interiore del protagonista attraversa una crisi che pone in discussione la figura professionale che il ragazzo di trent’anni si è costruito durante la sua formazione. Si domanda se possa tornare indietro e intraprendere un percorso diverso oppure se sia troppo tardi. Le dieci narrazioni rispecchiano lo stato d’animo del protagonista e le tematiche, seppur diverse, si legano a una cornice biografica che parla di un’attesa verso l’ultimo tentativo che il protagonista vuole dare ai suoi sogni e al mondo del cinema. Alle 18 e 30 dovrà sentire un noto regista al quale sottoporre una delle sue storie, dal colloquio si determinerà il futuro dell’aspirante autore. Mi chiamo Francesco D’Amore e sono un autore e un regista. Ho scritto e diretto alcuni cortometraggi come La Stanza Bianca e La Pillola Blu premiati nei festival nazionali e internazionali. Nel frattempo studio Lettere Moderne alla Federico II e lavoro come ferroviere nelle ferrovie dello stato. Sono sempre stato molto eclettico e pieno di impegni e di cose da fare di diverso tipo, detesto non avere impegni. Molte persone mi hanno consigliato di concentrarmi su un’unica attività nell’arco della vita e io ci ho anche provato, fallendo miseramente. Per adesso riesco a far quadrare tutto ciò che ho iniziato anche se diventa sempre più impegnativo. Ho in cantiere molti progetti creativi e la volontà di realizzarli tutti.

lunedì 22 gennaio 2024

“LA CASA DEL GATTO” di Yu Miri edito Atmosphere Libri Prima tappa blogtour

 

“LA CASA DEL GATTO” di Yu Miri edito  Atmosphere Libri 

 


Appena nata, Nîko viene abbandonata in un parco, ma presto viene salvata dalla sua nuova padrona. Sulle ginocchia della nonna, Nîko passa felice le sue giornate, ma dopo tre primavere insieme sono costrette a separarsi l'una dall'altra e Nîko ritorna di nuovo al parco. Qui dà alla luce sei gattini: Suwan, Arumi, Santa, Gengorô, Latte e Nîko. E poi... insieme all'eccentrico dottor Minato, che si prende cura dei gatti e dei loro padroni, inizia per tutti un inaspettato viaggio di scoperta e riscoperta, in cui andare avanti diventa la parola chiave. Quattro racconti sulle vite delle persone che hanno accolto i gattini nelle loro case, ma anche un romanzo che offre uno spaccato sulle paure e sui dolori, sulle speranze e sui sogni della vita.

Estratto prima tappa:

Nel parco, in una calda e umida giornata di fine giugno, Nīko diede alla luce sei gattini. Uno rosso tigrato con la coda mozza uguale in tutto e per tutto a Jirochō, uno tigrato identico a lei, uno bianco e rosso con la coda storta, uno a pelo lungo completamente bianco, uno a pelo lungo completamente nero e uno tartarugato. Il fatto che fossero tutti e sei di colore diverso era impressionante.

Come a suo tempo l’anziana signora aveva fatto con lei, Nīko teneva giù i gattini con la zampa anteriore per non farli muovere e li leccava dalla testa ai piedi.

"LA DONNA DAI DUE VOLTI" di di Haifa Bitar edito Atmosphere Libri. Seconda tappa Blogtour

 


"LA DONNA DAI DUE VOLTI" di di Haifa Bitar edito Atmosphere Libri. 



Estratto seconda tappa:

Quando mi immergevo nella scrittura, sapevo che il silenzio si rivelava più eloquente di qualunque parola; inoltre, anche la Creazione per opera di Dio era avvenuta nel silenzio più totale, un silenzio simile a quello che lacerava i miei sensi incantati, generando dentro di me una musica cosmica, che solo il silenzio era in

grado di suonare. Alla fine fui soddisfatta di aver instaurato un rapporto amichevole con la lingua, convincendola ad affidarsi a me e, visto che aveva accettato la mia amicizia, ora era disposta a prendere la forma dei miei pensieri e sentimenti.

Dopo un lungo travagliato viaggio nello spazio intergalattico tentando di sciogliere l’enigma della vita e della creazione, ero approdata a una lingua nuova. Ecco cosa rappresentava per me scrivere: esporre i fatti della vita secondo una visione salvifica.

martedì 16 gennaio 2024

Blog Tour "LA DONNA DAI DUE VOLTI" di Haifa Bitar edito Atmosphere 1 Tappa

 


Nazik ha circa quarant'anni e ambisce a diventare una scrittrice di successo. La donna vive di stenti, ma l'incontro con un famoso scrittore riaccende in lei la speranza di affermarsi nel mondo letterario. Il rapporto col vecchio scrittore diviene sempre più ambiguo, fino a quando Nazik riesce a consegnargli la bozza del suo primo romanzo, una storia ispirata ad alcuni avvenimenti dolorosi del passato, in particolare alla separazione dall'unico uomo che abbia mai amato e dal figlio. In un equilibrio precario tra istinto e razionalità, Nazik lotta per trovare il proprio spazio in un ambiente dominato da uomini opportunisti e megalomani.

Estratto:

Era a questo che miravo, farlo inginocchiare ai miei piedi? Forse. Chissà se dentro di me prevaleva un sentimento di sconfitta nei confronti del tempo, un tempo che aveva represso la mia umanità, il mio talento, la mia dignità, trasformandomi in un otre vuoto, pieno di paura per ogni sincero tentativo di esprimere me stessa. Credo che, fingendo di corteggiarlo o confessandogli che pensavo a lui in quelle lettere che firmavo con baci appassionati, stessi riconoscendo la mia sconfitta di fronte al tempo, che lui personificava appieno. Mi comportavo da sfacciata perché quel medesimo tempo che da un lato opprimeva me, dall’altro rendeva lui immortale, era la sua fama ciò che più mi umiliava. A volte, mi obbligavo a sottopormi a un esame minuzioso del mio comportamento e mi stupivo sempre di quelle sensazioni di sacro terrore e vergogna annidate dentro di me.

lunedì 30 ottobre 2023

Blog Tour "Erba d'annata" di Aldo PAGANO edito Piemme. Terza tappa.

 Blog Tour "Erba d'annata" di Aldo PAGANO edito Piemme.


Erba d’annata, cosa vorrei comunicare

 


Nei miei gialli l’indagine è uno stratagemma per osservare di volta in volta alcuni fenomeni sociali. Nei romanzi precedenti, dunque, ho scritto di morti ammazzati per parlare di eutanasia, di razzismo, di covid, di omofobia, di crisi della famiglia tradizionale, di trent’anni di storia politica italiana intrecciata alla criminalità organizzata; ma anche di amore, amicizia, nuovi modelli di famiglia, odio sociale e senso di frustrazione crescente.

In Erba d’Annata il tema centrale è l’adolescenza e il conflitto fra genitori e figli, due mondi che dovrebbero integrarsi e invece parlano lingue diverse e guardano a orizzonti lontanissimi, uno che sta lasciando un disastro puntando al proprio piccolo interesse particolare e l’altro che finalmente torna a pensare sociale immaginando un futuro di condivisione tutto da costruire. Non è così semplice, è ovvio, ma è proprio osservando questo conflitto che ho cominciato a scrivere la mia storia, leggendo tantissimo e intervistando più volte decine di ragazzi sparsi in Italia. Il quadro che ne è uscito è quello di tutta una società in generale, quella occidentale, in piena crisi sistemica. Una crisi che produce ansia, disagio. Depressione.

 

domenica 22 ottobre 2023

Blog Tour 2 TAPPA "Erba d'annata" di ALDO Pagano Edizione Piemme.

 Blog Tour 2 TAPPA  "Erba d'annata" di ALDO Pagano Edizione Piemme. 



Erba d’annata, psicologia e personaggi

La realtà si genera per contrasti e per incontri fra contrasti, integrazione di contrasti. Noi stessi siamo il risultato di contrasti. Siamo specchi rotti che riflettono tutte le contraddizioni che osserviamo e che inevitabilmente, e per fortuna, rappresentano il fertile caos che abbiamo dentro. Elimina quel caos, naufraghi nella calma piatta della noia mortale.

Tutto ciò per dire che anche i personaggi dei miei romanzi e le dinamiche che si sviluppano fra loro ripropongono questa realtà delle cose.

Prendiamo Emma Bonsanti e Michele Lorusso, per esempio, i protagonisti seriali. Sono diversi fra loro. Molto diversi. E non solo perché lei è donna e lui uomo, né perché lei è alta e lui basso. No, c’è molto altro. Lei è una magistrata milanese cinquantenne trapiantata a Bari, di sinistra, dura e pesante; lui, un poliziotto barese ultrasessantenne che non si è mai mosso dalla città, di destra, estroverso e leggero. Leggono il mondo in maniera opposta, dunque, e forse potrebbero detestarsi. Eppure lavorano assieme da anni, si completano a vicenda e sono diventati complici delle reciproche debolezze. Anche in questa indagine, la morte di un ragazzo della Bari bene precipitato dal tetto del capannone teatro di un rave party, l’intuito dovrà mescolarsi alle loro fragilità per scavare a fondo fra i segreti e gli istinti inconfessabili della borghesia cittadina.

lunedì 16 ottobre 2023

Oggi prima tappa del blog tour dedicato al libro di Aldo Pagano: Un indagine di Emma Bonsanti "ERBA D'ANNATA".

Oggi prima tappa del blog tour dedicato al libro di Aldo Pagano: Un indagine di Emma Bonsanti  "ERBA D'ANNATA". 


Sinossi
 
 


 

Zona industriale di Bari, lunedì mattina, metà dicembre.

Fa un freddo cane e tira una gran tramontana quando il sostituto procuratore Emma Bonsanti arriva sul luogo, un capannone dismesso, dove è stato segnalato il cadavere di un ragazzo della Bari bene.

La vittima, la informa il sovrintendente capo della polizia Michele Lorusso, è Giorgio De Santis: ventiduenne, studente in legge, praticante notaio e figlio di noti ristoratori locali.

Il corpo di De Santis è sotto il colmo del tetto e, secondo Catalano, il medico legale, le fratture multiple riscontrate sono state provocate dall’impatto a terra dopo un volo di una decina di metri da una delle falde. Disgrazia, suicidio, omicidio: Catalano non esclude nessuna ipotesi. Spetta a Emma accertare la verità. Partendo da una notizia. Quella notte nel capannone si è svolto un rave party.

Sara Bellomo è un’amica di Giorgio, una grande amica. Era presente al rave, è stata lei a chiamare i soccorsi. È scossa, molto scossa, e parla di un ragazzo profondo e scontroso, che lei conosceva da quando sono nati dato che sono figli di genitori che si frequentano dai tempi del liceo – lo stesso in cui andava pure Emma –, loro e altri ancora, a costituire due gruppi storici di amici: quello degli adulti e quello dei ragazzi. Sara, che sta per laurearsi in psicologia, riferisce della depressione leggera di cui soffriva Giorgio a causa della morte, molti anni prima, di suo fratello Marco per un male inguaribile. Era soggetto a frequenti up e down ma nell’ultimo periodo era peggiorato; Sara aveva cercato di saperne di più ma avevano finito col litigare. A proposito di litigi: Giorgio era uno che non se le teneva, diciamo, che aveva numerosi scontri con gli amici, con i genitori, con persone incontrate casualmente ma Sara esclude che qualcuno possa averlo ucciso. Teme che si sia suicidato, piuttosto, e questo non se lo perdonerebbe mai.

Anche Emma Bonsanti attraversa un periodo di fragilità. Senso di solitudine, di vuoto, di inutilità. Non capisce da dove derivi, vuole solo stare per conto suo e non fare niente. Forse non crede più nel suo lavoro, la ricerca di una verità giudiziaria fine a se stessa. Forse. Forse vuole cambiare il corso della storia che vive con lo scrittore Edoardo Bruni il quale, tuttavia, è sposato con Valeria; all’inizio a Emma andava bene, ora non più. Forse. O forse non ha ancora elaborato la morte di Roberto Carulli, sette anni prima, la morte dell’unico uomo che abbia sicuramente amato, una morte su cui lei ha indagato scoprendo i responsabili ma senza riuscire a ottenerne la condanna. Forse.

Di certo c’è il fatto che Emma non ha nessuna voglia di indagare sulla fine di Giorgio De Santis, una fine che ha tutta l’aria di essere un suicidio, come sostengono i testimoni ascoltati.

Solo Lorusso, che pure la pensa come Emma, affronta l’inchiesta con l’idea di scartare ogni altra ipotesi prima di archiviarla. E in effetti qualcosa appura. Tipo che Sara Bellomo, proprio la sera del rave, aveva cercato di picchiare Giorgio. E non basta: Giorgio forse meditava di mandare all’aria il matrimonio con la sua ragazza, Ambra Signorile, che su quel matrimonio puntava assai. E non basta: grazie a Lorusso salta fuori che Giorgio coltivava marijuana, ottima Apulia silver haze, e da un po’ la spacciava pure e lo faceva con Ambra. E non basta ancora perché Giorgio vendeva la sua erba al quartiere Umbertino, palcoscenico delle serate della Bari bene pieno di locali e territorio dei Catacchio i quali, qualche mese prima, pestano di brutto il ragazzo e lo minacciano di morte se lo beccano ancora a spacciare a casa loro. E poi, per quanto possa valere, c’è la testimonianza di questo tizio presente al rave, u Flippàte, che sostiene di aver visto qualcuno fuggire dal luogo dove sarà trovato il corpo di Giorgio.

Niente di certo, Emma resta dell’idea che sia stato un suicidio, ma abbastanza per far tornare operativo il sostituto procuratore Bonsanti.

La quale, però, nel frattempo è incappata in un’altra inchiesta, un’inchiesta del tutto privata. Lorusso scopre che il rave in cui è morto Giorgio De Santis è stato organizzato dal centro sociale Kaos ed Emma ha un po’ di vecchi amici in quel posto. Vuole proteggerli, vuole insabbiare quella parte dell’inchiesta perché secondo lei se Giorgio è morto la colpa non è sicuramente degli organizzatori. E quindi incontra Scintilla Matrone, una sociologa che del Kaos è fondatrice, per parlarle. Il punto è che anche la sociologa ha qualcosa da dirle e le racconta che durante i lavori a casa sua Scintilla ha trovato un vecchio telefonino e quel telefonino era proprio di Roberto Carulli, grande amico di Scintilla.

Ora, lo abbiamo detto, Emma ha indagato sulla morte di Roberto. Ha consultato i tabulati, conosce ogni singola telefonata che lui aveva fatto dai suoi cellulari. E ha scoperto tante cose della vita segreta del suo Roberto.

Be’, pare che non abbia ancora scoperto tutto.

E intanto, a proposito di tabulati telefonici, arrivano quelli del cellulare di Giorgio De Santis. Giorgio era praticante notaio, lo sappiamo, e perciò ci sta che risultino diverse chiamate con Alberto Lepore, notaio che fa parte del gruppo storico degli adulti, tanto vicino ai De Santis che per Giorgio è zio Alberto. Quello che è strano è il numero di telefonate e messaggini con Lucia, la moglie di Alberto. Zia Lucia, per Giorgio.


Aldo Pagano

Nato a Palermo nel 1966, ha vissuto a lungo a Roma, Bari, Milano, Como. Ex giornalista ed ex sommelier, fra le tante altre cose che ha fatto gli piace ricordare gli anni nelle pubbliche relazioni e il lancio di un fichissimo chiosco da spiaggia.
La protagonista di Motivi di famiglia, il pubblico ministero Emma Bonsanti, è apparsa anche nel suo primo romanzo, La trappola dei ricordi, pubblicato nel 2015 da Todaro e in corso di ripubblicazione per Piemme.